martedì 18 novembre 2014

Espressioni latine

ab aeterno

Dall'eternità, da sempre.  
 

ab antiquo

Dall'antichità, fin dai tempi antichi.  
 

ab initio

Dall'inizio, dal principio.  
 

ab origine

Dall'origine, dall'inizio, dall'antichità.  
 

ab Urbe condita

Dalla fondazione della città, cioè, dalla fondazione di Roma. Letteralmente da quando la città è stata fondata. Quest'espressione veniva usata dagli antichi Romani per calcolare gli anni della loro era a partire dalla fondazione della città per eccellenza, Roma (753 a.C.). È anche il titolo che la tradizione attribuisce all'opera di Tito Livio (59 a.C. - 17 d.C.), storico di età augustea .  
 

ad abundantiam

In abbondanza. Si usa per dire che si stanno portando argomenti, prove, dimostrazioni oltre quanto necessita per sostenere la propria tesi o ottenere quanto si desidera. Es.: Ha portato prove della sua innocenza ad abundantiam.  
 

addenda et corrigenda

Cose da aggiungere e da correggere. Formula usata per indicare eventuali aggiunte e correzioni che bisognerà tenere presenti durante la lettura di un libro a stampa [ errata corrige].  
 

ad hoc

Per questo, per questo scopo, propriamente adatto. Es.: Libro di latino ad hoc per il Liceo Classico.  
 

ad honorem

Ad onore. Si usa per indicare una carica o un titolo concessi come riconoscimento onorifico a una persona per suoi particolari meriti in un determinato campo, [ honoris causa]. Es.: Laurea ad honorem in Giurisprudenza.  
 

ad interim

Nel frattempo, temporaneamente. Indica il carattere temporaneo di una determinata situazione. Es.: Ministro degli Esteri ad interim.  
 

ad libitum

A piacere.  
 

ad maiora

A cose ancora più grandi. Augurio rivolto a chi abbia raggiunto brillanti risultati, perché ne possa ottenere ulteriori e ancora più soddisfacenti.  
 

ad multos annos

Per molti anni ancora. Per augurare lunga vita o la lunga durata di un periodo fortunato.  
 

ad perpetuam rei memoriam

Ad eterno ricordo dell'evento.  
 

ad personam

Alla persona, per una determinata persona. Si dice di un qualcosa che sia espressamente messo in atto per una persona.  
 

aere perennius

Più duraturo del bronzo. Il poeta latino Orazio sottolineava così l'immortalità delle sue opere letterarie (Odi: 3, 30, 1).  
 

alea iacta est

Il dado è tratto, il dado è stato lanciato. Lo storico latino Svetonio narra (Divus Iulius: 1, 32) che queste furono le parole pronunciate da Cesare al momento di passare il Rubicone, nel gennaio del 49 a.C., contravvenendo agli ordini che gli erano stati imposti dal Senato romano e dando inizio così alla Guerra Civile. Si usa questa espressione per indicare che si è presa una decisione che non dà possibilità di tornare indietro.  
 

apertis verbis

Con parole chiare, palesemente. Significa parlare in maniera chiara e sincera.  
 

audaces fortuna (ad)iuvat

La fortuna aiuta gli audaci. Questo verso di Virgilio (Eneide: 10, 280), che in originale è audentes fortuna iuvat, invita ad avere coraggio, contando sull'aiuto della buona sorte [ fortes fortuna adiuvat].  
 

aurea mediocritas

Aurea mediocrità. In Orazio (Odi: 2, 10, 5) è usata per indicare la soddisfazione per una vita che si accontenta di poco, secondo la concezione greca della giusta misura. Oggi è più comune l'uso in senso ironico per indicare la condizione di chi non riesce ad andare oltre risultati modesti.  
 

aut aut

O ... o, alternativa esclusiva. Indica un'alternativa obbligata tra due possibilità che si escludono a vicenda, alla quale non è possibile sottrarsi [ ultimatum]. Es.: Dare un aut aut a qualcuno.  
 

bis

Due volte, per una seconda volta. Si può fare il bis di una pietanza a tavola; si può chiedere il bis di uno spettacolo; gli artisti possono concedere il bis di una loro esibizione, etc...  
 

captatio benevolentiae

Cattura della benevolenza. Nell'oratoria antica era la parte del discorso finalizzata all'ottenimento dell'assenso degli ascoltatori. Nel linguaggio moderno indica qualsiasi artificio usato per ottenere il consenso degli altri.  
 

caput mundi

Capo del mondo. Questo era l'appellativo della Roma imperiale, rimasto nei secoli anche per la Roma centro del cattolicesimo.  
 

carpe diem

Afferra il giorno, cogli l'attimo. Orazio (Odi: 1, 11, 8.) esorta così a cogliere ciò che la vita offre giornalmente, senza lasciarsi sfuggire le occasioni che si presentano.  
 

cum grano salis

Con un pizzico di sale. Qui sale significa giudizio, buonsenso.  
 

curriculum vitae

Corso della vita. Indica la descrizione della carriera scolastica e professionale di una persona.  
 

Deo gratias

Grazie a Dio.  
 

divide et impera

Dividi e comanda. Più si seminano discordie tra i sottoposti, più sarà facile dominare su di essi.  
 

errata corrige

Correggi le cose errate. È l'elenco che si stampa per aiutare il lettore a correggere gli errori tipografici o di contenuto presenti in un testo e dei quali ci si è accorti solo a stampa avvenuta [ addenda et corrigenda].  
 

est modus in rebus

C'è una misura nelle cose. Orazio (Satire: 1, 1, 106) ripropone lo spirito della cultura classica greca che invitava a vivere con moderazione.  
 

ex abrupto

All'improvviso.  
 

ex aequo

Alla pari, in parità.  
 

exempli causa

Per esempio.  
 

exempli gratia

Per esempio. Più comune del precedente, si può trovare anche abbreviato in e. g..  
 

ex novo

Di nuovo, da capo.  
 

fortes fortuna adiuvat

La fortuna aiuta i forti. Tratto da Terenzio (Phormio: 203) [ audaces fortuna (ad)iuvat].  
 

Graecia capta ferum victorem cepit

La Grecia conquistata conquistò il rozzo vincitore. Orazio (Epistole: 2, 1, 156) afferma che i Romani, quando sottomisero la Grecia, dovettero accorgersi della superiorità culturale di quest'ultima. Viene utilizzata per sottolineare la superiorità della cultura, intesa nel senso più ampio del termine, sulla forza bruta.  
 

grosso modo

In maniera grossolana, generica, approssimativamente. Es.: L'Italia e la Gran Bretagna hanno, grosso modo, lo stesso numero di abitanti.  
 

hic et nunc

Qui e ora, subito, immediatamente. Si usa per indicare l'immediatezza con la quale avviene o deve avvenire un'azione.  
 

historia magistra vitae

La storia (è) maestra di vita. Questo detto, ormai proverbiale, è tratto da Cicerone (De Oratore: 2, 9), che sottolinea l'importanza di conoscere la storia per meglio comprendere il presente.  
 

honoris causa

A motivo d'onore, a titolo d'onore. Si usa per designare titoli accademici conferiti per speciali meriti in un determinato campo [ ad honorem]. Es.: Professore honoris causa di Letteratura Italiana.  
 

idem

La stessa cosa, ugualmente.  
 

id est

Cioè. Si può trovare anche scritta con l'abbreviazione i.e. oppure tutta unita idest.  
 

in diebus illis

In quei giorni. Espressione molto ricorrente nel Nuovo Testamento e che oggi viene utilizzata, soprattutto in senso ironico, per indicare un passato lontano o ritenuto tale.  
 

in fieri

In divenire. Sta a indicare qualcosa che sia ancora in creazione, in formazione. Es.: Temo che il progetto del nuovo teatro rimarrà a lungo in fieri.  
 

in illo tempore

In quel tempo. Vedi [ in diebus illis].  
 

in primis

Tra i primi, tra le prime cose, innanzitutto.  
 

in toto

Totalmente, completamente.  
 

lapsus

Errore. Letteralmente significa caduta e si usa esclusivamente per indicare un'omissione o uno scambio di elementi linguistici nel parlato o nello scritto.  
 

mala tempora currunt

Corrono tempi cattivi. Serve a sottolineare l'aspetto negativo del periodo che si sta vivendo.  
 

non plus ultra

Non più oltre. Secondo la tradizione antica era l'iscrizione posta sulle Colonne d'Ercole, l'attuale stretto di Gibilterra, considerate allora il limite del mondo. Con essa si sottolinea, talvolta anche con sfumatura ironica, il limite massimo a cui si può arrivare. Es.: Il Presidente è il non plus ultra dell'onestà.  
 

omnia munda mundis

Tutto è puro per i puri. Con questa espressione (Lettera a Tito: 1, 15) Paolo di Tarso afferma che non può venire nessun male da chi agisce senza malizia.  
 

pro capite

A testa, per ciascuno. Es.: Reddito pro capite.  
 

quandoque bonus dormitat Homerus

Ogni volta che il buon Omero sonnecchia. Orazio (Ars Poetica: 359-360) afferma di indignarsi ogni volta che il valente Omero sembra dormire, perché ad un'analisi filologica la sua opera presenta non poche incoerenze. Ma giustifica ciò con la lunghezza dei suoi componimenti, durante la stesura dei quali non sarà stato facile trattenere il sonno. Oggi questo verso viene comunemente tradotto come a volte dorme anche il buon Omero, intendendo che anche i più grandi, a volte, possono non essere all'altezza della loro fama.  
 

risus abundat in ore stultorum

Il riso abbonda sulla bocca degli sciocchi. Con questa espressione proverbiale si vuole biasimare chi ride troppo e a sproposito.  
 

sic et simpliciter

Così e semplicemente, semplicemente così.  
 

sine ira et studio

Senza ira né passione. Così, secondo Tacito (Annali 1.1), deve essere il lavoro di uno storico: nella descrizione degli avvenimenti non deve esprimere né la sua condanna nei confronti di una parte, né la sua partecipazione emotiva nei confronti dell'altra. Si cita per sottolineare l’obiettività di un giudizio o di un’osservazione.  
 

temporibus illis

In quei tempi. Vedi [ in diebus illis].  
 

ultimatum

Ultimo, ultima condizione. Si usa nelle tattative internazionali tra stati come ultima possibilità per accettare determinate condizioni ed evitare una guerra. Nel linguaggio comune serve a sottolineare l'irrevocabilità di una condizione che si è posta [ aut aut].  
 

veni, vidi, vici

Venni, vidi, vinsi. Secondo alcuni storici antichi, tra i quali Plutarco (Vita di Cesare: 50, 6), questa è la frase che usò Cesare per annunciare la sua fulminea vittoria del 47 a.C. contro il re del Ponto Farnace II. Oggi si usa per indicare un'impresa portata a termine rapidamente e con successo.